Eseguire l’hatching assistito lo stesso giorno del trasferimento migliora i tassi di gravidanza nei cicli con embrioni crioconservati
Il tasso di gravidanza aumenta fino al 72% e quello di gravidanza clinica raggiunge il 61% quando questa tecnica viene effettuata immediatamente prima del trasferimento degli embrioni.
L’embriologa María Velasco, del team di IVF-Life Donostia, ha guidato un nuovo studio che analizza l’impatto del momento in cui si effettua l’hatching assistito (HA) su embrioni crioconservati. Questa tecnica può essere particolarmente utile nei trasferimenti con embrioni vitrificati, a causa delle alterazioni che la crioconservazione provoca nella zona pellucida, rendendo più difficile la loro schiusa.
L’hatching assistito consiste nel praticare una piccola apertura nella zona pellucida — la membrana che circonda l’embrione — per facilitarne l’uscita e il successivo impianto nell’endometrio. Tuttavia, fino ad ora non era chiaro se il momento più opportuno per eseguire questa tecnica fosse prima della vitrificazione dell’embrione o immediatamente prima del trasferimento.
Lo studio, di carattere retrospettivo, ha valutato i risultati clinici di 225 trasferimenti embrionali in cicli di donazione di ovociti, con embrioni allo stadio di blastocisti. Sono stati confrontati due gruppi:
Gruppo 1: 171 embrioni sottoposti ad HA al quarto giorno di sviluppo, prima della vitrificazione.
Gruppo 2: 54 embrioni vitrificati senza HA, e sottoposti alla tecnica lo stesso giorno del trasferimento, dopo la devitrificazione.
Hatching assistito presso il laboratorio IVF-Life Donostia
I risultati hanno mostrato un tasso di gravidanza più alto nel Gruppo 2 (72%) rispetto al Gruppo 1 (62%). È stato osservato anche un lieve aumento del tasso di gravidanza clinica (61% contro 56%). Questi dati indicano una tendenza favorevole a eseguire l’hatching assistito immediatamente prima del trasferimento.
«Grazie a questa ricerca abbiamo osservato una migliore evoluzione clinica quando l’hatching viene eseguito lo stesso giorno del trasferimento», spiega María Velasco, aggiungendo: «Riteniamo che ciò sia dovuto alle dimensioni maggiori dell’apertura praticata in quel momento, che facilita la schiusa della blastocisti e quindi migliora le possibilità di impianto.»
Questo lavoro è stato selezionato per far parte dell’edizione di quest’anno dell’ESHRE, che si terrà il prossimo mese di novembre.