A cura di Dott.ssa Rut Gómez de Segura (Ginecologa – N. 28/2908776).
Abbiamo intervistato la Dott.ssa Carmen Carrillo Leal, fisioterapista specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico e direttrice del CIFIP, il primo centro specializzato in riabilitazione del pavimento pelvico ad Alicante.
Le patologie legate al pavimento pelvico possono essere suddivise in due gruppi. Da un lato, quelle connesse alla debolezza di detti muscoli, come incontinenza urinaria, prolasso, diastasi o stipsi distale e, dall’altro, quelle legate all’eccessivo tono dei muscoli perineali.

Il perineo, come qualsiasi altro muscolo del corpo, può soffrire di contratture in grado di provocare dolore durante i rapporti sessuali, dolore al coccige quando si è seduti o dolore da cicatrici sia addominali (cesareo) che perineali (episiotomia).
La comparsa di eventuali sintomi costituisce un segnale di allarme che la donna dovrebbe consultare con uno specialista e non normalizzare.
La qualità della vita di questi pazienti peggiora. Molte donne evitano determinati esercizi per paura di perdite di urina. Altre, quando decidono di uscire di casa, evitano di bere liquidi o conoscono esattamente l’ubicazione di ogni bagno pubblico presente lungo il percorso.
Nei casi in cui compare dolore durante il rapporto sessuale, questo sintomo colpisce anche il rapporto di coppia. Invece, nel caso di una diastasi addominale, la pancia non recupera più la forma e la compattezza. La donna sente che il suo corpo non è più quello di una volta e può provocare grandi complessi.
Dalla mia esperienza posso dire che le donne che vengono nel mio studio concordano su una cosa: hanno una mentalità anticonformista. Quando faccio la domanda circa gli obiettivi che le hanno spinte alla riabilitazione del pavimento pelvico, mi piace sentire che: “Vogliono essere di nuovo se stesse e sentirsi bene”.
La gravidanza è il momento perfetto per prevenire tutte le possibili disfunzioni del pavimento pelvico. L’ideale è eseguire una valutazione addomino-pelvica da parte di un fisioterapista dopo il primo trimestre. Da quel momento, se si riscontrano disfunzioni, si lavorerà per mantenere il benessere fisico e prevenire perdite di urina, diastasi, dolori come sciatica, lombalgia o dolore alle costole. Invece, se la valutazione è soddisfacente, si consiglia di fare esercizi adeguati alla gravidanza.
Dopo il parto compare il concetto di rieducazione. Ciò significa che, se la madre non ha perdite di urina, dolore alla cicatrice o dolore durante i rapporti sessuali, si lavorerà per recuperare i muscoli addominali e perineali.
Nel caso in cui compaia uno di questi segnali di allarme, sarà necessario eseguire la riabilitazione.
Ogni persona dovrebbe essere in grado di fare qualsiasi tipo di esercizio, poiché l’esercizio è salutare. La chiave sta nel modo in cui viene eseguito questo esercizio. Ci sono sport meno dannosi perché comportano meno rischi, come gli esercizi ipopressivi, molto raccomandati durante il post-parto.

Ci sono altri esercizi che sono considerati di impatto, come la corsa o il sollevamento pesi. Ma, dal mio punto di vista, l’importanza sta nel fatto che se questi esercizi vengono svolti in modo iperpressivo, saranno dannosi. La cosa giusta da fare è eseguire tale esercizio lavorando sulla sinergia addomino-pelvica. Quindi, oltre all’allenamento, aiuta a rafforzare i muscoli perineali.
Il mio consiglio è di effettuare una valutazione individuale da parte di un fisioterapista per verificare il corretto funzionamento del pavimento pelvico e del trasverso dell’addome.
La sinergia addomino-pelvica (SAP) è la contrazione involontaria dei muscoli profondi, del pavimento pelvico e dell’addome trasverso profondo. Prima di un colpo di tosse, starnuto o salto, questi muscoli si contraggono. Ci sono tre gruppi di popolazione che possono perdere questa sinergia adeguata: persone con lombalgia, interventi chirurgici addominali o lombari e donne in gravidanza.
Per questo motivo è fondamentale rieducare questa sinergia prima della reincorporazione di una donna all’esercizio sportivo ad alta intensità. Nelle nostre classi SAP, questo è il nostro obiettivo.
I materiali per rafforzare il pavimento pelvico (palle cinesi) e i noti esercizi di Kegel sono consigliati a tutti? In fisioterapia evitiamo di lavorare con generalità e standard universali. Come abbiamo già detto, l'ideale sarebbe effettuare una valutazione individuale e determinare se l'uso delle palline cinesi è appropriato per un determinato paziente.
Un esempio semplice: una donna che inserisce una pallina cinese e poi la lascia cadere non dovrebbe utilizzare quel dispositivo senza prima sottoporsi a riabilitazione. Allo stesso modo, nei casi in cui è presente dolore pelvico, gli esercizi di contrazione del muscolo pubococcigeo (esercizi di Kegel) sono controindicati ed è opportuno consultare un professionista.
Senza dubbio nella società odierna si sta verificando un cambiamento di mentalità per quanto riguarda i trattamenti del pavimento pelvico. La crescita culturale, l'accesso alle informazioni e la ricerca del benessere fisico hanno un'influenza notevole su questo cambiamento. I pazienti che si rivolgono al mio studio provengono da contesti molto diversi, sia per mentalità che per sintomi fisici che riferiscono.
Apprezzo molto questa domanda e spero di rileggere questa intervista tra qualche anno e vedere che la risposta si è avverata. A mio avviso, in futuro dovrebbero esserci unità specializzate del pavimento pelvico dove qualsiasi persona, uomo o donna, può rivolgersi per risolvere i propri dubbi o sintomi ed essere trattati con un approccio multidisciplinare. Fra operatori sanitari ci completiamo a vicenda e, da una visione comune e da un lavoro di squadra, il paziente è colui che ne trae il maggior beneficio.
E, soprattutto, credo fermamente che nonostante siano gli operatori sanitari ad accompagnare il paziente nel momento in cui compare un sintomo, un segnale di allarme, è il paziente stesso che inizia il percorso di miglioramento coinvolgendosi nel suo processo e prendendo le proprie decisioni.
El suelo pélvico es el conjunto de músculos y tejido fascial que se encuentra en la parte inferior de nuestra pelvis y realiza función de sostén de las vísceras pélvicas, ano, vagina y uretra. Por lo tanto, participa en la micción, defecación, forma parte del canal del parto y tiene un papel importante en las relaciones sexuales.
Los fisioterapeutas lo llamamos diafragma pélvico o periné, puesto que no es un suelo plano y rígido sino un conjunto de músculos y ligamentos en forma de bóveda que da apoyo a las vísceras.
Entrevistamos a Mª Carmen Carrillo Leal, fisioterapeuta especializada en pelviperineología (rehabilitación de suelo pélvico) y directora del CIFIP, primer centro especializado en rehabilitación pelviperineal de Alicante.
Las patologías relacionadas con el suelo pélvico pueden dividirse en dos grupos. Por un lado, todas aquellas relacionadas con la debilidad de dicha musculatura, como:
Por otro lado, se encuentran las patologías relacionadas con el tono excesivo de la musculatura perineal. El periné, como cualquier otro músculo del cuerpo, puede tener contracturas que pueden ocasionar dolor durante las relaciones sexuales, dolor de coxis al sentarnos o dolor de las cicatrices tanto abdominales (cesáreas) como perineales (episiotomías). La aparición de cualquier síntoma constituye una señal de alarma que la mujer debería consultar con un especialista y no normalizar.

Cada día hay más mujeres que acuden al fisioterapeuta para solucionar sus problemas de suelo pélvico. Gracias a un cambio de mentalidad debido al crecimiento cultural, al acceso a la información y a la búsqueda del bienestar corporal, cada día hay más mujeres que acuden al fisioterapeuta para solucionar sus problemas de suelo pélvico. Son mujeres inconformistas que buscan mejorar su calidad de vida.
La calidad de vida de estas pacientes empeora. Muchas mujeres evitan realizar ciertos ejercicios por miedo a los escapes de orina. Otras, cuando van a salir de casa, evitan beber líquidos o averiguan la ubicación exacta, dentro de su recorrido, de cada baño público. En aquellos casos en los que aparece dolor durante las relaciones sexuales dicho síntoma afecta también a la relación de pareja. O cuando se produce una diástasis abdominal, la barriga no recupera su forma y firmeza. La mujer siente que su cuerpo ya no es el que era y puede llegar a general grandes complejos.
Desde mi experiencia, puedo decir que las mujeres que acuden a mi consulta coinciden en algo: tienen mentalidad inconformista. Me encanta cuando les pregunto por los objetivos de venir a rehabilitar el suelo pélvico y su contestación es: “Quiero volver a ser yo y sentirme bien”.
El embarazo es el momento perfecto para prevenir todas las posibles disfunciones de suelo pélvico. Lo ideal es realizar una valoración abdomino-pélvica por parte de un fisioterapeuta una vez finalizado el primer trimestre. A partir de ese momento, si se encuentra alguna disfunción, se trabajará para mantener el bienestar corporal y evitar escapes de orina, diástasis, dolores como ciática, lumbalgia o dolor costal. Si todo es satisfactorio en dicha valoración, se recomienda hacer ejercicio adaptado al embarazo.
Tras el parto, aparece el concepto de reeducación. Esto quiere decir que, si la mamá no tiene escapes de orina, dolor en la cicatriz o dolor en las relaciones sexuales, se trabajará para recuperar la musculatura abdominal y perineal. En el caso de que aparezca alguna de estas señales de alarma, se deberá hacer una rehabilitación.
Toda persona debería poder hacer cualquier tipo de ejercicio, puesto que el ejercicio es saludable. La clave está en cómo se realiza dicho ejercicio. Hay deportes menos perjudiciales porque conllevan menor riesgo, como por ejemplo los ejercicios hipopresivos, muy recomendados durante el postparto.

Existen otros ejercicios que se consideran de impacto, como correr o el levantamiento de peso. Pero, desde mi punto de vista, la importancia reside en si ese ejercicio se realiza de manera hiperpresiva y, por lo tanto, perjudicial. Lo correcto es realizarlo trabajando la sinergia abdomino-pélvica. Así, además de entrenar, se ayuda a reforzar la musculatura perineal. Mi recomendación es realizar una valoración individual por parte de un fisioterapeuta para comprobar el correcto funcionamiento del suelo pélvico y el transverso del abdomen.
La sinergia abdomino-pélvica (SAP) es la contracción involuntaria de la musculatura profunda, suelo pélvico y transverso profundo del abdomen. Antes de una tos, un estornudo o un salto, esta musculatura se contrae. Hay tres grupos poblacionales que pueden perder esta adecuada sinergia: personas con dolor lumbar, cirugías abdominales o lumbares y embarazadas.
Por ello, es imprescindible reeducar esta sinergia antes de la reincorporación de una mujer al ejercicio deportivo de alta intensidad. En nuestras clases de SAP, ese es nuestro objetivo.
El uso de materiales para el fortalecimiento del suelo pélvico (bolas chinas) así como los conocidos ejercicios de Kegel, ¿son recomendables para todos los casos?
Desde la fisioterapia evitamos trabajar con generalidades y normas universales. Como ya hemos comentado, lo ideal es realizar una valoración individual y ver si el uso de bolas chinas es apropiado para una determinada paciente.
Un sencillo ejemplo: la mujer que se pone una bola china y se le cae no debería usar ese dispositivo sin antes realizar rehabilitación. De igual forma, para aquellos casos en los que existe dolor pélvico, los ejercicios de contracción del músculo pubocoxígeo (ejercicios de Kegel) estarían contraindicados y debería acudir a un profesional.
Se está produciendo un cambio de mentalidad en la sociedad actual con respecto al tratamiento del suelo pélvico, sin lugar a duda. El crecimiento cultural, el acceso a la información y la búsqueda del bienestar corporal tienen gran influencia en este cambio. Los pacientes que acuden a mi consulta son de muy distintos perfiles, tanto por su mentalidad como por los síntomas físicos que refieren.
Agradezco enormemente esta pregunta y tengo la esperanza de releer esta entrevista dentro de unos años y ver que la repuesta se ha cumplido. En mi opinión, en un futuro debería haber unidades especializadas en suelo pélvico donde cualquier persona, hombre o mujer, pueda acudir a consultar sus dudas o síntomas y ser atendido desde un enfoque multidisciplinar. Los profesionales sanitarios nos complementamos y, desde una visión conjunta y trabajo en equipo, el mayor beneficiado es el paciente.
Y, sobre todo, creo firmemente en que los profesionales sanitarios acompañamos al paciente en el momento en que aparece un síntoma, una señal de alarma, pero es el propio paciente el que inicia el camino hacia su mejoría implicándose en su proceso y tomando sus propias decisiones.