A cura di Dra. Llanos Medrano.
La riproduzione assistita è avanzata a una velocità impressionante negli ultimi anni e, con essa, sono sorte nuove domande che prima non potevamo nemmeno immaginare. Una delle più frequenti riguarda la possibilità di scegliere caratteristiche fisiche come il colore degli occhi o persino il sesso del bambino. La legislazione spagnola è molto chiara: questa selezione non è consentita, salvo in situazioni molto specifiche legate alla salute.
La Legge 14/2006 sulle Tecniche di Riproduzione Umana Assistita stabilisce che la diagnosi o la selezione embrionale deve sempre avere uno scopo terapeutico. Ciò significa che è possibile intervenire sugli embrioni solo per prevenire malattie gravi o per effettuare studi genetici con un obiettivo clinico definito. Dunque, scegliere caratteristiche specifiche, come nel caso di “bambini su misura”, è completamente escluso dal quadro legale spagnolo.

È frequente che in consultazione venga chiesto se sia possibile scegliere il sesso del futuro bambino. Tuttavia, la legge spagnola è categorica: la selezione del sesso è consentita solo quando esiste un rischio reale di trasmettere una malattia legata al cromosoma X che possa compromettere gravemente la salute del nascituro. Al di fuori di questo contesto, questa pratica è totalmente vietata.
Qualcosa di simile accade per il colore degli occhi. Anche se non esistesse un divieto legale esplicito, la realtà è che questo tratto è troppo complesso per consentire una selezione precisa. Intervengono molti geni, interazioni genetiche non ancora del tutto comprese e variazioni che non possono essere previste con esattezza. In questo caso, il limite è non solo normativo ma anche scientifico.
La Spagna mantiene una delle legislazioni più avanzate e, allo stesso tempo, più rigorose al mondo in materia di riproduzione assistita. Le tecniche consentite aiutano a prevenire malattie ereditarie, migliorare le possibilità di gravidanza e sostenere persone e coppie che altrimenti non potrebbero avere figli. Tuttavia, questo sviluppo si basa sul principio fondamentale di utilizzare la tecnologia per proteggere la salute, non per progettare caratteristiche prive di rilevanza medica.

In sostanza, la legge mira a stabilire un limite etico che preservi la finalità originaria della riproduzione assistita, evitando la tentazione di immaginare un futuro in cui tutto possa essere scelto. La medicina riproduttiva, infatti, non è nata per modellare preferenze, ma per trattare problemi di fertilità e prevenire malattie gravi.